“Il bello è una manifestazione di arcane leggi della natura, che senza l’apparizione di esso ci sarebbero rimaste eternamente nascoste.”

J.W. Goethe

L’Euritmia è l’Arte che tramite movimenti fisici richiama le stesse forze cosmiche che hanno formato l’essere umano. Quest’arte nata in seno all’Antroposofia di Rudolf Steiner, si presenta essenzialmente secondo tre aspetti principali: quello artistico, pedagogico e terapeutico. Comprende in sé molte arti quali: recitazione, espressioni musicali, colori, forme, aspetti medici ecc. che ne fanno parte. E’ nata per aiutare un’umanità, che vive nell’epoca dell’immagine, a ritrovare dimenticate Immagini spirituali.

Euritmia

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L’uomo presentato dall’Antroposofia di Rudolf Steiner , ha in sé energie provenienti dal Cosmo, emanate da Esseri spirituali che un tempo l’umanità era ancora capace di percepire. Pitagora le avvertiva quando parlava della “ Musica delle Sfere” ed il sacro termine “Logos” tuttora viene rapportato alla Parola. Nell’uomo, nella forma, nella sostanza umana si possono ritrovare le medesime leggi che compongono Musica e Parola.

L’Euritmia, che accoglie le energie cosmiche di stelle e pianeti, rende visibile, tramite movimenti, quelle leggi che l’uomo fisicamente usa come parole e musica. Esse generano nell’aura umana una serie di forme, di colori perennemente in movimento. Ciò che comunemente viene udito diventa, grazie all’Euritmia, visibile. Sono le componenti più sottili, quelle che in Antroposofia Rudolf Steiner descrive come Corpo eterico o dell’energia, Corpo astrale, Organizzazione dell’Io e così via, quelle parti cioè che formano l’aura umana e che vibrano quando l’essere umano parla o canta.

Rudolf Steiner aveva la capacità di vedere, grazie alla sua chiaroveggenza, tali movimenti e li ha tradotti in gesti euritmici. L’Euritmia è stata da lui definita: “ l’Arte che porta equilibrio nell’essere umano tra pensare, sentire, volere ”, le tre forze che permettono all’anima dell’uomo, alla sua parte psichica, di esprimersi tramite pensieri, sentimenti ed atti volitivi. L’Euritmia ha tre aspetti principali: quello artistico, pedagogico e terapeutico.

ASPETTO ARTISTICO. L’Euritmia si presenta secondo tre aspetti essenziali: artistico, pedagogico e terapeutico.

L’espressione più alta dell’Euritmia artistica è lo spettacolo.

Esso si compone di testi poetici e brani musicali la cui recitazione ed esecuzione musicale sono eseguite sempre dal vivo, non a mezzo di registrazioni, ma grazie al contributo di artisti qualificati.

Il modo di recitare, di suonare, di illuminare il palcoscenico per gli spettacoli di Euritmia è molto particolare. Si avvale di attori che hanno avuto una preparazione, della durata di diversi anni, frequentando una Scuola il cui metodo è indicato come Formazione della parola (Sprachgestaltung).

Lo stesso principio, cioè quello di suonare in modo più cosciente, vale anche per il musicista che deve saper andare al di là del suono delle note, superando la loro fisicità acustica.

Nei corsi artistici collettivi, aperti a chi voglia sperimentare l’Euritmia, non è richiesta nessuna conoscenza particolare e non ha importanza l’età o la bravura nel sapersi muovere.

L’Euritmia, nella sua qualità d’arte, può collaborare anche con altre espressioni artistiche come avviene in alcune opere teatrali.

ASPETTO PEDAGOGICO

L’Euritmia pedagogica viene offerta ai bimbi a partire dal terzo anno di età specialmente nelle Scuole Waldorf.

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Vi sono comunque corsi esterni dove bimbi e bimbe, ragazzi e ragazze riuniti per età. hanno la possibilità di apprendere i meravigliosi gesti euritmici

L’Euritmia è capace di educare, aggraziando ed equilibrando il movimento fisico, donando un maggior senso di equilibrio, prontezza di riflessi, rendendo più sciolti e sicuri i gesti poiché agisce partendo direttamente dalle forze formatrici di crescita dell’essere umano. Aiuta a formare e ad esprimere la propria personalità.

Praticata fin da bambini è una riserva di forze vitali alle quali potranno sempre attingere non solo per le esigenze della salute del corpo fisico, ma anche per avere maggior creatività.

ASPETTO TERAPEUTICO

L’Euritmia terapeutica, eseguita su prescrizione medica, è praticata individualmente.

Ogni suono ha un suo specifico movimento euritmico rapportato ad una precisa zona della figura umana o ad un organo o alle loro varie funzioni.

E’ una lettura veramente molto speciale da cui ciascuno può ricavare il profilo di se stesso nonché la conoscenza del proprio equilibrio, della propria salute e così via.

L’aspetto più interessante di questa terapia, è che ogni gesto diventa esso stesso una medicina.

Dopo una serie di lezioni in cui i gesti vengono insegnati e corretti, il paziente dovrà esercitare i movimenti stessi per un certo periodo di tempo

Non vi sono specializzazioni nella medicina ad orientamento antroposofico. Si possono anche osservare, e quindi curare, le manifestazioni di una malattia già in atto o, in molti casi, anche di processi di malattia allo stato iniziale.

Nel caso di pazienti bimbi, saranno gli adulti, specialmente i genitori, che dovranno incaricarsi dell’esecuzione quotidiana dei gesti euritmici, insegnati al bambino sotto forma di gioco, accompagnati da divertenti poesie recitate dall’adulto.

ALTRE APPLICAZIONI DELL’EURITMIA

L’Euritmia nei suoi tre aspetti fondamentali può avere varie applicazioni come ad esempio quello preventivo igienico-sociale, svolto in comunità lavorative quali fabbriche, uffici, associazioni e così via.

Può essere applicata come forza energetica nella preparazione di cibo, nel ripulire l’acqua, nei preparati per la coltivazione biologica e biodinamica o in ambienti interessati da intensi campi elettromagnetici. Molto spesso viene in aiuto agli animali ed alle piante, anche se in modo indiretto.

Ovunque la vita si presenti con le sue leggi, anche sotto un’apparenza negativa, lì può essere chiamata l’Euritmia, sempre pronta a porgere il suo aiuto all’essere umano.

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Il processo pittorico tradizionale ha avuto inizialmente origine, nel passato, da una idea. L’idea si avvale di un disegno che poi si arricchisce mediante il colore. In questo nuovo genere di pittura ad acquerello, nata in seno all’Antroposofia di Rudolf Steiner, il punto di partenza è invece il colore stesso e le forme scaturiscono dai colori. La pittura non origina più da una emozione personale o da un’idea bensì dal sentimento.

Pittura ad acquerello

Il nuovo genere di pittura ad acquerello, nel suo processo e nei suoi contenuti si basa sulla " Teoria dei colori " di Goethe approfondita ed ampliata da Rudolf Steiner, il fondatore dell' Antroposofia. La Teoria dei colori di Goethe consta di due punti fondamentali: 1) " Il colore nasce nel sofferto incontro tra luce e tenebra. " In Natura questo fenomeno si può riscontrare soltanto in tre casi: - all'alba quando la luce del giorno si scontra con le ombre della notte; - al tramonto quando le tenebre vincono la luce; - durante un temporale, quando la luce del sole va a cozzare con violenza contro il buio delle nuvole piene di pioggia, facendo nascere l'arcobaleno. 2) Il colore ha un'azione sensibile e morale. Ciascuna persona può sentir nascere in se stessa un ben determinato sentimento o un impulso morale. Il rosso, ad esempio, porta incontro all' anima un sentimento di coraggio. Inoltre dà forza e vitalità. Il blu, invece, porta incontro all'anima un sentimento di devozione e dona tranquillità, serenità. A tutto ciò Rudolf Steiner aggiunse l'elaborazione ricavata dalle sue ricerche scientifico- spirituali che possono essere riassunte in tre punti fondamentali. 1) Ciascun colore dell'iride ha un proprio movimento archetipico e la forma pittorica risultante è in stretto rapporto con la natura del colore stesso. 2) I colori si possono suddividere in due grandi categorie: colori splendore e colori immagine. I colori splendore sono i colori primari rosso, giallo e blu. Essi hanno una luminosità intrinseca e non rappresentano che se stessi. I colori immagine invece - la parola stessa lo dice - rappresentano sempre qualcosa. Ad esempio il verde è l'immagine del manto vegetale, il rosa dell'incarnato umano e così via dicendo per ogni colore immagine. 3) Forme e figure nascono in un quadro dall’incontro dei colori. Il processo pittorico tradizionale ha sempre avuto origine, in passato e in parte ancora oggi, da una idea iniziale, che si esprime in forme figurative o astratte. In questo nuovo genere di pittura il punto di partenza invece è il colore stesso. Non più un’idea bensì un sentimento alla base dell’impulso creativo, in armonia col presupposto che l'Arte ha le sue radici nel sentimento e non nell'idea ( pensiero). Il Maestro Giovanni Peccarisio rifacendosi a queste premesse le ha ulteriormente elaborate e personalizzate denominando la sua pittura “ metamorfico-dinamica “. Il colore o i colori si combinano, si compongono tra loro secondo le loro proprie leggi e giungono attraverso continue metamorfosi, proprio come avviene in Natura, alla forma astratta da cui sorgono poi le figure. L’uso dell’acquerello tra le varie tecniche pittoriche è scelto proprio perché l’acquerello permette di cogliere al meglio il processo pittorico che si verifica in Natura. Il suo metodo messo a disposizione degli allievi, permette a persone di qualsiasi età, anche a coloro che non abbiano mai preso in mano un pennello, di far conoscenza con il mondo del colore. Il processo è progressivo e perciò, fin dall'inizio, si ottengono risultati più che soddisfacenti. Si possono sviluppare sani sentimenti artistici che portano ad amare il Bello, consentendo una crescita verso la creatività individuale.
Il ritratto è una delle possibilità che l’Arte della pittura offre. Viene insegnato a saper cogliere con pochi tratti l’espressione di un volto, l’essenzialità di un gesto, per poter affinare la personale percezione dell’altrui persona e per sviluppare al contempo un’oggettività e una visione più acuta del mondo che ci circonda. Il saper veramente vedere, il saper veramente guardare, aumenta l’acutezza di pensiero, e riequilibra l’approccio sensoriale che, a volte, è troppo soggettivo. Il ritratto offre, anche chi non si è mai avvicinato a questa nobile ed illustre attività artistica, la possibilità di scoprire con gioia insospettate e nascoste capacità. In un primo momento si insegna ad osservare le linee generali di un volto o l’insieme di una figura. E’una sorta di percezione globale di quanto si può vedere al primo momento, di ciò che colpisce immediatamente. Segue poi una particolare osservazione degli elementi che compongono quanto si sta ritraendo. Si osserva ad esempio il rapporto esistente tra la distanza occhi - naso o quella delle braccia in rapporto al busto. Solo in un terzo momento, quando la struttura è stata schizzata con tratti leggeri, subentra una maggiore analisi, molto più attenta e particolareggiata. L’arte del ritratto può fornite le basi aprire nuovi orizzonti di capacità pensanti, molto più realistiche ed oggettive. Come insegna l’Antroposofia di Rudolf Steiner, la percezione sensoriale si avvale di ben dodici sensi non solo di quelli noti. E’ l’insieme dei sensi che porta, rispetto l’oggettiva funzione di essi, al concetto, all’idea. Solo essendo circondato dalla materia, solo avendo un insieme di percezioni su di essa, l’essere umano ha potuto dare un nome alle cose. Vedendo ad esempio un qualcosa di solido, quadrato, pesante od oblungo e leggero e facendone l’uso più appropriato, l’uomo ha potuto dare il nome di tavolo o matita a quanto egli stava percependo. E’ dunque la percezione sensoriale , l’uso dei dodici sensi che porta al concetto, al pensiero. Il ritratto affina la capacità percettiva ed aiuta non solo a conoscere meglio se stessi, ma anche a sentire, osservando la forma esterna, quanto vive nell’anima di chi si sta ritraendo. I bambini, ad esempio, poiché hanno una veloce, mutevole fisionomia, insegnano a cogliere i cambiamenti nascosti che subisce la loro anima e, nel ritratto, si possono cogliere con più facilità. Aiuta molto nel ritratto la conoscenza delle caratteristiche dei temperamenti, le particolarità che ogni età comporta, nonché le speciali, fini caratteristiche e differenze tra l’essere maschile e femminile e così via. Si impara, tramite il ritratto a considerare l’essere umano non più secondo ciò che esteriormente presenta nel volto, o nella figura intera, ma anche quanto esiste sotto la superficie materiale del corpo fisico, quanto vive nascosto nell’anima.

 

Nella tecnica del chiaroscuro l’anima si prepara a comprendere al meglio il rapporto esistente tra luce animica e quello di pesantezza fisica, materiale. Nel mondo sensibile la tenebra, in realtà, è luce ostacolata, impedita, schermata. davNel mondo soprasensibile la tenebra è assenza di luce. Nel mondo sensibile la massima fonte di luce è il sole ed il mezzo che lo accoglie è l’occhio. La luce però non si vede, è invisibile all’occhio: si vedono solo gli oggetti materiali sulla cui superficie essa si posa.

La tecnica del chiaroscuro è, all’apparenza, abbastanza semplice. Con l’aiuto del cosiddetto matitone, una matita dalla spessa mina grigia o marrone, si tracciano sul foglio bianco leggere tracce di mina che mano a mano possono diventare più o meno pesanti. Le forme che ne derivano debbono risultare non solo equilibrate tra loro sia come rapporti spaziali, di distanze, sia come segni di mina pesanti o leggeri, scuri o chiari sul foglio.

Quale lo scopo di tale tecnica? Quale può essere il rapporto del chiaroscuro con la luce e con i colori?

Può accadere che, pur essendoci il sole che sfolgora, si abbia buio nell’anima od al contrario, pur essendo il mondo esterno pieno di difficoltà, l’anima risulti piena di luce interiore. Nel mondo sensibile la massima fonte di luce è il sole ed il mezzo che lo accoglie è l’occhio. La luce però non si vede, è invisibile all’occhio: si vedono solo gli oggetti materiali colorati sulla cui superficie essa si posa.

Partendo dall’esperienza che l’uomo può avere nel mondo terrestre, se si vuole conquistare luce interiore, è necessario passare obbligatoriamente tramite l’esperienza del colore poiché, secondo l’influenza che i colori hanno nell’anima, si può constatare come i colori possano essere sperimentati come più chiari o più scuri.

Nel mondo sensibile la tenebra, in realtà, è mancanza di luce che viene ostacolata, impedita, schermata dalla materia. Nel mondo soprasensibile, invece,la tenebra è assenza di luce. Nel mondo soprasensibile la fonte di luce è soltanto lo Spirito; sulla terra il mezzo che l’accoglie è l’anima ed è perciò che si può affermare come l’occhio sia lo specchio dell’anima. L’occhio non può vedere la luce, ma solo i colori imprigionati nella materia: la luce può essere percepita solo con l’anima. Occhio, anima, luce sono strettamente imparentati. dav

Si può anche affermare che il colore è contemporaneamente bambino e madre della Luce: bambino dal punto di vista Spirituale, e madre dal punto di vista terrestre. Infatti il colore è effetto e causa coincidenti. Riassumendo si può affermare che:

l’essenza dello Spirito è Luce. l’essenza dell’Anima è colore. l’essenza della Materia è Tenebra.

Nella tecnica del chiaroscuro l’anima si prepara a comprendere al meglio proprio le leggi che vivono nel mondo dei colori, tra il chiaro e lo scuro, tra il leggero ed il pesante.

Chi si accinge a sperimentare la tecnica del chiaroscuro, avrà come risultato quello di vivere intensamente, di dominare sia il proprio rapporto di luce animica, sia quello di pesantezza fisica. L’uomo, infatti vive perennemente tra due situazioni polari: quelle del corpo fisico materiale, quelle dei propri aneliti verso lo Spirito. L’anima umana sta nel mezzo e deve equilibrare le due situazioni polari giacché può vincere la tendenza unilaterale verso una o l’altra delle polarità.

La tecnica del chiaroscuro permette di ritrovare all’anima un equilibrio interiore. 

                                                                                              Giovanni Peccarisio

Le leggi del concavo e del convesso si concretizzano e diventano forma secondo la sensibilità di chi estrae da una massa informe una figura che può essere reale od astratta.
Le varie forme sperimentate aiutano una osservazione oggettiva ed il risultato finale sviluppa il senso dell’equilibrio. Si inizia sempre dalla forma sferica per ricavare le più diverse figure giacché la legge è quella di iniziare dal totale per giungere al particolare.
Modellaggio dell’argilla.

Chi sperimenta l’Arte del modellaggio tramite l’argilla, scopre il modo in cui le proprie idee possono diventare forme concrete, tangibile realtà.

La creta quando viene ammorbidita e riscaldata diventa una materia duttile, obbediente alla pressione delle mani di chi la lavora e rivela nella forma che ne deriva le intenzioni dell’artista che altrimenti rimarrebbero sconosciute.

Per arrivare a creare una qualsiasi figura, sia astratta che concreta, occorre di solito compiere alcuni esercizi preparatori affinché dalle lezioni di modellaggio gli allievi possano ricavare non solo un soddisfacente risultato artistico ma, soprattutto, un aiuto per la loro crescita verso una maggior presa di coscienza sia delle proprie capacità che dei limiti.

L’insegnante, in una lezione di modellaggio, cerca di far sperimentare agli allievi le leggi della forma usando metodi che fanno conoscere l’uso corretto non solo delle mani ma dei sensi usati in quest’arte. Infatti, con il senso del tatto, che accompagna sempre il senso del movimento, si percepisce come sia differente la pressione della punta delle dita rispetto al palmo, al dorso delle mani.

Diventa una specie d’ascolto di ciò che la materia, in questo caso l’argilla, racconta come risposta alla pressione, al picchettamento, allo sfregamento esercitato sulla superficie. Diventa anche uno speciale vedere con le mani poiché dapprima si tasta ad occhi chiusi e solo dopo, si può osservare il risultato finale anche con la vista, giudicando se la forma è quella voluta.

L’informe pezzo di creta viene dunque riscaldato dalle mani che trasferiscono nella fredda materia la forza, l’energia di chi la lavora. Ne risulta alla fine una morbida, calda sfera. Il senso del calore gioca un ruolo molto importante in chi lavora l’argilla ed infatti non è possibile estrarre alcuna forma da un pezzo di creta ancora freddo.

Il calore è una espressione della forza dell’Io umano e la materia deve essere plasmata principalmente tramite il calore. Non è determinante per la buona riuscita dell’arte del modellaggio la forza muscolare. Per aiutare gli allievi che presentano all’inizio qualche difficoltà nell’impastare l’argilla, a volte viene aggiunta qualche goccia di latte di rosmarino che, con il progressivo riscaldarsi della materia, emana il suo profumo. Viene così richiamato, quale ospite gradito, anche il senso dell’odorato.

E’ oltremodo affascinante vedere come sia sufficiente una pressione esercitata in modi o in punti differenti per far scaturire la forma di una tartaruga o di un coniglio, di un cagnolino o di un uccellino e così via. L’insegnamento si basa su esperienze oggettive di metamorfosi delle forme secondo i principi dimostrati da Goethe. Si inizia sempre dalla forma sferica per ricavare le più diverse figure giacché la legge è quella di iniziare dal totale per giungere al particolare.

Il lavoro sulle sette forme dei Sigilli, ideati da Rudolf Steiner, solitamente è un punto d’arrivo per la formazione della sensibilità artistica dell’allievo che deve essere affinata per comprendere ed ammirare al meglio le forme già esistenti in natura, risultanti da leggi cosmiche in continua metamorfosi

. I Sigilli stimolano l’artista alla comprensione di tali leggi, anche allo scopo di poter ideare altre forme artistiche nuove, differenti. Con i bambini del giardino d'infanzia il modellaggio, viene effettuato con un diverso materiale, la cera d’api, che non assorbe energie vitali e viene riscaldata preventivamente con acqua calda.

Nell’attuale momento storico la Musica, deve aiutare l’uomo secondo le attuali capacità evolutive raggiunte: quelle dell’anima cosciente. Occorre però rieducarlo ad un ascolto nuovo poiché è divenuto materialistico. Ciò significa ridare la giusta importanza ai veri elementi che formano la Musica. Essi solo percepibili, come gli intervalli, la melodia, il ritmo, le pause ecc..

Tali elementi musicali non sono udibili come le note, ma esse sono solo il corpo fisico della Musica.

L’anima dell’uomo cerca, tramite Musica e Canto, di elevarsi a quel mondo che, anticamente, Pitagora chiamò Musica delle Sfere. Sente di appartenervi ed il cantare, il suonare strumenti musicali l’hanno da sempre aiutato nella faticosa risalita verso questa sua Patria celeste.

Nel corso della storia, la musica ha seguito lo sviluppo e la crescita dell’essere umano verso questa conquista. Nell’attuale periodo storico però la Musica, per poter portare il proprio aiuto verso l’evoluzione dell’uomo, deve poterlo compiere secondo le attuali esigenze: quelle dell’anima cosciente come insegna l’Antroposofia di Rudolf Steiner.

Non può farlo però se viene chiesto alla musica di continuare nei modi antichi. Un tempo fungeva da base evolutiva la nota DO che rafforza l’EGO. Attorno al Do si sviluppano le varie scale di due tetracordi, attraverso dodici ottave, dodici parti uguali ottenute tramite alterazioni.

Tali numeri non erano scelti a caso poiché l’uomo di un tempo era ancora collegato con la volta celeste per cui ogni pianeta è patria di una nota, ogni costellazione di una scala. L’uomo di un tempo ne percepiva l’influenza, ben diversa da quella attuale.

Egli sentiva le dodici costellazioni che irraggiavano le loro forze sull’ancora duttile, permeabile corpo fisico umano. Fu solo verso il 1400 che la Chiesa cattolica romana accettò la melodia ascendente, espressione di una volontà di risalita verso lo Spirituale, assieme all’accordo di terze alterate poiché la dissonanza risultante poteva veramente danneggiare l’anima dell’uomo ancora troppo sensibile. Non a caso il tritonus veniva denominato diabolus.

Si arrivò poi ad un insieme di note che possono salire o scendere melodicamente, con un succedersi di intervalli aventi gradi diversi il cui risultato è un modello di scala fisso. Nasce così la musica diatonica o eptatonica scala cioè costituita da sette note. Ancora una volta il numero è significativo giacché i pianeti che influenzano l’anima umana sono per l’appunto sette comprendendo tra essi anche il Sole e la Luna.

La musica pretonale era musica basata sulla melodia con ritmo variato e con poche forme, in cui si percepiva ancora il movimento dei sentimenti, con variazioni dovute ai semitoni. Essa si rapportava al corpo astrale, ai sentimenti non ancora costretti sull’accordo Per avere oggi una musica che aiuti l’essere umano a procedere nell’evoluzione, che vada oltre l’anima razionale di un tempo, occorre un’altra musica che non la colori soltanto o che le dia respiro con modi Maggiore e minore.

Come molti altri apprezzati musicisti che cercano nuove direzioni musicali, Anny von Lange nel suo libro “ Mensch, Musik und Kosmos “ ( Verlag Die Kommenden - Freiburg ) propone, tra l’altro, un nuovo modo di osservare la posizione delle note secondo i pianeti. I tanti esercizi musicali che ne derivano, aiutano il passaggio tra leggi di musica tonale, che hanno nutrito e nutrono tuttora le esigenze dell’anima razionale e le nuove, necessarie aspettative dell’anima cosciente.

Occorre, innanzitutto, rieducare un ascolto divenuto materialistico e quindi portare vita, cioè ritmo, nelle moderne scale tonali. Occorre ridare la giusta importanza agli intervalli, alle pause, ai silenzi, alla melodia, al ritmo, i veri elementi che formano la Musica, giacché le note ne sono solo il corpo fisico. L’anima potrà così riudire nuovamente la voce della dimenticata Musica delle Sfere.

E’ necessario al presente non affidare alle sole vibrazioni acustiche delle note il proprio bisogno di musica, ma imparare a riconoscere il rapporto cosmico tra le note ed i pianeti, ponendo non più la parte animica -il corpo astrale- al centro della propria evoluzione, bensì l’Io umano tramite la nota LA rapportata al Sole, per continuare la propria evoluzione con l’aiuto della Musica.

Occorre dunque ritornare, però come anima cosciente, a percepire nuovamente la melodia della Musica delle Sfere, questa volta non più solo con sentimento, bensì secondo leggi spirituali.