IL SENSO DEL MOVIMENTO. MOVIMENTI EURITMICI

” Nell’infanzia poter esplicare un sano e continuativo movimento ha come effetto quello di predisporre il bambino, il piccolo uomo in divenire, a sviluppare nel proseguo della sua esistenza la libertà nella vita dell’anima.”

Questa affermazione di Rudolf Steiner è stata da lui espressa quando, trattando la teoria dei dodici sensi, ha parlato del senso del movimento.

Il senso del movimento appartiene, assieme al senso della vita, al senso del tatto, al senso dell’equilibrio, a quel gruppo di sensi che svolgono una fondamentale azione soprattutto nel primo periodo di vita che va dalla nascita alla seconda dentizione.

Fin dalla nascita una corrente di movimenti involontari compenetra e vivifica il piccolo corpo del bambino durante gli stati di veglia.

Comunemente si parla di movimenti istintivi, di istinto naturale dando per scontato che il movimento proviene dalla natura, senza approfondire ulteriormente da dove provenga, come possa sorgere, come si affini con il tempo.

Una approfondita risposta viene data dall’Antroposofia di Rudolf Steiner che porta a conoscenza come la natura dell’essere umano sia trina, sia composta cioè da una parte materiale, una parte animica o psichica e da una spirituale.

L’Antroposofia afferma dunque che tutti i movimenti dell’essere umano appena nato, sia quelli esterni che interni, sono il risultato della azione di una grande, spirituale Saggezza Cosmica.

In questo mare di movimenti, così differenti, così complessi vivono disciolti i pensieri ed i suoni che la Saggezza Cosmica ha deposto amorevolmente nei muscoli e nel sangue del corpo fisico umano infantile in attesa che, nel proseguo della sua crescita e poi per tutta la vita, l’Io e cioè la prima componente spirituale dell’essere umano, li organizzi e li finalizzi.

Ogni movimento infatti è il risultato di questa grande Volontà del Mondo Spirituale che traduce i propri pensieri in azioni, in creazione di ciò che , come materia, circonda e forma l’essere umano.

Ogni movimento ha anche un proprio particolare suono, non udibile fisicamente, ma comunque percepibile ad un livello superiore di ascolto, come ben conosce chi pratica l’arte dell’Euritmia.

Questa è un’eco di quella Musica delle Sfere di cui parlò il grande filosofo greco Pitagora.

Grazie all’arte dell’Euritmia, ridata all’umanità da Rudolf Steiner, quanto è compresso nella muscolatura umana diventa, tramite un movimento voluto, cosciente ed i suoni che ne risultano non sono più indistinti, come il balbettio di un bambino. I movimenti euritmici, eseguiti coscientemente diventano un vero e proprio parlare, un risuonare musicale, una vera e propria Parola e Canto resi visibili.

TRASFORMAZIONE E MATURAZIONE DEL MOVIMENTO

Il movimento dunque è il mezzo tramite il quale l’essere umano può manifestare le tre più importanti funzioni che lo caratterizzano come tale:

il camminare o l’andare per il mondo, il parlare, il pensare.

É opportuno però sottolineare che la prima poderosa visione dell’azione dell’Io può essere osservata in relazione alla conquista della stazione eretta, nella quale si evidenzia, da parte del bambino, l’acquisito equilibrio fra terra e cielo, tra gravità ed antigravità.

Non a caso la stazione eretta che permette il camminare umano, è conquistata mediamente solo dopo circa un anno di vita, al contrario degli animali che, non possedendo un Io, una propria preziosa, ma complessa componente spirituale, possono acquisire il loro camminare nell’arco di minuti.

La stazione eretta umana è il presupposto fondamentale per poter imparare a camminare, ad andare per il mondo.

All’inizio della vita la possibilità di relazionarsi con il mondo esterno, tramite il dono della parola nonché la possibilità di rapportarsi con il Mondo spirituale e quindi con la capacità di pensare, è dunque totalmente intessuta da e nel movimento.

In questo processo, mano a mano che lo scheletro e l’apparato muscolare si sviluppano, avviene il passaggio dal puro movimento istintivo che il bambino compie nella culla, alla possibilità di muoversi sempre più nel mondo esterno e raggiungere infine un movimento sempre più cosciente e preciso.

Tutto ciò è il presupposto necessario a portare, dal punto di vista spirituale, all’individuazione di una mèta da raggiungere e realizzare.

Si è detto come l’azione della spirituale Saggezza Cosmica comprima nel corpo fisico, in un certo senso, quanto si sviluppa tramite il movimento per l’azione delle varie parti costitutive.

Come afferma la conoscenza antroposofica, essa si sviluppa nel tempo.

Nel primo momento di crescita si manifesta l’azione del Corpo eterico

Nel secondo l’azione del Corpo astrale

Nell’ultimo infine l’Organizzazione dell’Io.

I movimenti dell’essere umano che si manifestano verso l’esterno hanno non solo fasi susseguenti l’una all’altra ma anche caratteristiche proprie, dipendenti da tali parti costitutive.

Infatti le qualità del movimento sono differenti e ne sono l’espressione.

Il movimento eterico del primo periodo di vita è quello istintivo > Individuale

Il movimento astrale consiste nell’andare per il mondo > Sociale

il movimento dell’azione dell’Io è l’individuazione di una mèta > Spirituale

Nel primo settennio rimarrà comunque predominante il movimento eterico che darà poi la propria impronta e colorazione a tutta la vita del bambino.

Il movimento eterico di questo primo periodo di vita è il più importante e si esprime in maniera istintiva e spontanea, sempre che non sorgano impedimenti dall’esterno, come ad esempio misure educative errate. Possono subentrare problemi di movimento eterico anche a causa di malattie fisiche che ne impediscono la libera espressione soprattutto nel primo anno e mezzo di vita.

Tenendo conto di quest’ ultimo presupposto, l’azione educativa si esplica senza tanta fatica da parte degli educatori quando permettono al bambino di muoversi naturalmente, senza creargli ostacoli inutili o forzature affinché possa esprimersi in modo libero pur essendo, comunque, sempre guidato.

Il mezzo migliore per far fonte a questa sua esigenza sarà principalmente il gioco.

Il bambino, specialmente tramite il gioco libero, comincerà ad educare il suo mondo dei sentimenti negli inevitabili incontri-scontri con la realtà circostante, così come potrà educare il mondo del pensiero coltivando e ampliando giorno dopo giorno la sua fantasia creatrice.

La libertà di movimento durante il periodo infantile creerà poi, quando il bambino sarà divenuto giovane uomo e poi adulto, l’innata predisposizione alla libertà interiore: alla libertà nell’anima.

MOVIMENTO

gioco > fantasia creatrice > libertà interiore

mondo dei sentimenti mondo del pensiero libertà nell’anima.

Il movimento corporeo verso il mondo esterno dunque, ovvero il compiere esperienze, ha una ripercussione verso il mondo interno.

Mondo esterno e mondo interiore sono dunque strettamente collegati nel movimento e non a caso il Genio della lingua italiana parla di moti animici.

Dall’armonioso ed equilibrato sviluppo del volere nel primo periodo di vita, che si esplica tramite il movimento corporeo, al quale è strettamente associato, si emanciperanno poi le altre due forze dell’anima il sentire ed il pensare.

Esse dipenderanno in maniera decisiva dall’elaborazione delle esperienze che il bambino piccolo avrà compiuto grazie alla guida amorevole, all’ aiuto degli educatori.

Si può senz’altro affermare che:

il movimento è la base fondamentale per l’educazione del bambino.

Naturalmente per sviluppare un sano movimento viene escluso, come metodo educativo, il porre il bambino davanti alla televisione, ai videogiochi o a tutti quei giocattoli tecnologici che gli permettono di muovere, parzialmente e unilateralmente, soltanto una parte minima del suo corpo.

Oltre al movimento che il gioco libero gli potrà procurare, il bambino piccolo avrà la possibilità di muoversi anche imitando gli adulti tramite l’esempio che essi potranno offrirgli quotidianamente con i loro comportamenti e atteggiamenti.

Come nella situazione precedente, anche in quest’ultimo caso, senza dover escogitare nulla di particolare, sarà sufficiente per gli educatori tenere un comportamento sereno, equilibrato e soprattutto morale.

In questo modo il bambino, seguendo ed imitando l’esempio degli educatori, imitando quindi le loro azioni, il loro modo di porsi nel mondo, inizierà a formare giorno dopo giorno il proprio mondo interiore.

Questo è il miglior modello di educazione per il primo periodo di vita dell’uomo in divenire.

Sempre grazie alle conoscenze antroposofiche date da Rudolf Steiner occorre sottolineare ancora un altro aspetto che interessa il movimento e che lo compenetra, tenendo presente che l’essere umano, per venir compreso, deve sempre essere considerato nella sua totalità di corpo, anima e spirito.

L’essenza della volontà, che si esprime tramite il movimento, è contessuta di moralità.

La moralità è l’espressione di leggi vigenti nel mondo dello Spirito alle quali l’essere umano può far riferimento nell’eseguire le proprie azioni che non possono trovare espressione se non tramite il movimento.

Risulta dunque evidente come i movimenti animici sono strettamente collegati con quelli esterni e che, ancora una volta, si può affermare come il movimento sia rivelatore di quanto vive, nascostamente, nell’interiorità dell’anima.

Tramite il movimento viene ad espressione quanto la Saggezza Cosmica ha posto segretamente nell’interiorità umana e che si rivela non solo nei movimenti perfetti dell’atleta o di chi danza ma anche nell’espressione della mimica facciale, nella scrittura, nei disegni dei bimbi come pure nel parlare.

Risulta allora maggiormente comprensibile come l’Euritmia sia quel particolare movimento che esprime la più alta spiritualità dell’uomo giacché rivela, in modo diretto, quanto la divina Saggezza Spirituale ha donato all’uomo, ponendolo nella sua interiorità affinché, rendendola visibile tramite un movimento reso cosciente, l’essere umano moderno ne potesse riconoscere l’esistenza.

Il movimento euritmico dunque, può non solo rivelare l’esistenza del mondo spirituale, oggi dimenticato, ma può rendere nuovamente morale la natura del movimento stesso.

Maddalena Lena Peccarisio

Giovanni Peccarisio

L'educazione del senso del movimento

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