Educare un bambino equivale a rispondere a domande cosmiche. 
Come insegna l’Antroposofia di Rudolf Steiner, le sue manifestazioni sono le domande, a volte le implorazioni, che in qualità di Essere spirituale il bambino pone ai suoi educatori affinché venga aiutato a conoscere il mondo, la nuova realtà nella quale si è venuto a trovare.

Il bambino, prima della nascita, era nel Mondo spirituale totalmente immerso e permeato di luce. Il bimbo era luce, lui stesso era luce: ora però, con la nascita, la luce si è concentrata nella sua interiorità.
Rudolf Steiner afferma che

“ … la materia è luce condensata “

La luce, divenuta materia nel bambino, ora si è spenta all’occhio fisico e soltanto l’occhio spirituale può coglierla al centro dell’anima e attorno al suo corpo fisico come un’aura cangiante.
Al bambino rimarrà un inconscio sentimento di nostalgia per quella luce spirituale che lo accompagnerà sempre nel proseguo della sua vita terrestre.
Quando il bambino compare sulla terra tramite la nascita, quella parte di luce che non si è sacrificata nel buio della materia, per la formazione cioè del corpo fisico, fruisce nel suo Corpo astrale. Sarà tramite l’Anima e il suo Corpo astrale che gli educatori, con interventi educativi consoni, potranno collegare e ricollegare a quella luce in cui era immerso l’essere del bambino.
Il saper ricollegare il bambino alla luce spirituale da cui previene è uno dei maggiori compiti dell’educazione.

Con la nascita appare e si manifesta il calore contessuto e permeato nel corpo del bambino. Esso è l’elemento tramite il quale l’Io individuale si unisce alla corrente ereditaria fisico-eterica, trasformandola e individualizzandola.
Durante il primo periodo di vita la luce e il calore si mettono a disposizione dell’edificazione del corpo fisico come mezzi fondamentali per mediare fra mondo interno ed esterno. Lo potrà fare tramite l’azione dell’organismo sensorio.
E’ così che i due mondi possono e devono essere continuamente richiamati e collegati.
Tutto ciò può avvenire col concorso del corpo eterico che userà come suo strumento principale il movimento.

È il movimento che richiama luce e calore negli organi del bambino.
Lo farà in modo protettivo nel suo pensare, ancora in stato dormiente, nel suo sentire e, in modo religioso, nel suo volere già molto attivo.
E’ sempre tramite il movimento che il suo sognante mondo dei sentimenti viene pervaso dal variopinto e danzante universo dei colori.
Oltre all’innata e istintiva capacità infantile di movimento, gli educatori possono aiutare questo piccolo uomo in divenire permettendogli di usare lo strumento principale per iniziare la sua crescita fisica e la sua evoluzione animica e spirituale: il gioco.
Qualsiasi azione educativa nel primo settennio non potrà prescindere dal movimento esteriore e interiore vale a dire dal gioco e dalla fantasia creatrice, nei quali confluiscono sentire e volere. Essi formeranno l’humus che permetterà al pensare di crescere e svilupparsi nel proseguo della vita.
Compito degli educatori è quello di proteggere il bambino da ingerenze esterne nocive e creargli continuamente delle occasioni perché possa usufruire dei giusti mezzi per iniziare a percorrere nel migliore dei modi la vita terrestre che si è scelto.

Gli educatori hanno ancora un altro efficace mezzo educativo a loro disposizione che debbono conoscere per rispondere nel modo più costruttivo ai bisogni del bambino.
Egli possiede un istinto innato per imitare gli adulti: parole, atti, comportamenti, atteggiamenti e persino pensieri e sentimenti che gli adulti continuamente gli propongono come esempio. Quello che gli educatori possono fare per soddisfare tale bisogno é semplicemente di essere e comportarsi nella maniera più morale possibile.
Essere morali significa adeguare il proprio comportamento, compiere le proprie scelte alle direttive, alle leggi del Mondo spirituale.
In tal modo il bambino avrà gli esempi più idonei da imitare.
Per poter curare nel modo più sano il bambino occorre coltivare nell’azione educativa quanto in essa ci sia di moralità. Ciò è un dovere per l’educatore e un diritto per l’uomo in divenire del primo settennio.
Il bambino, sceso da poco dai Mondi spirituali, é permeato di moralità non soltanto nella sua anima ma anche tutto il suo corpo fisico é un’immagine visibile di moralità.
La creazione dell’essere umano, la sua nascita ed il suo sviluppo sono infatti azioni spirituali ed esse non possono che essere moralità.
La moralità è dunque un’Essenza intrinseca dello Spirito e il corpo fisico ne é il suo tempio. E’ lo Spirito che, come effetto operante, guida durante i primi anni di vita lo sviluppo del corpo del bambino e usa come tramite le leggi naturali. E’ perciò consentito dire che il corpo fisico del bambino, fino alla pubertà, è morale. Raggiunta questa fase di crescita la moralità diventa una conquista che gli uomini, giorno dopo giorno, debbono perseguire, debbono conquistare.

La moralità fin dal momento della nascita si scinde in due correnti: quella fisica fluisce come dono nell’uomo in divenire per lo sviluppo corporeo, quella animica fluisce nella sua interiorità.
In un primo momento la moralità dorme, poi sogna e infine, alle soglie della pubertà, comincia a svegliarsi. Il bambino, durante il primo settennio, inizia lentamente a risvegliare la moralità animica proprio perché imita gli esempi che gli educatori pongono allo sguardo della sua anima.

Gli educatori perciò non dovrebbero ma devono prendere coscienza di questa sacra responsabilità. Sono essi che hanno il compito di proseguire l’azione dello Spirituale rispettando la moralità del corpo ed educando la moralità giacente nella sua anima.
L’uomo in divenire, una volta adulto, userà la moralità appresa per evolversi spiritualmente e porterà a compimento le intenzioni dello Spirito tramite il suo karma.

L’educatore deve avere ben chiaro che è il futuro dell’umanità che gli sta continuamente davanti quando in casa o a scuola si trova di fronte bambini.
Per il fatto di esistere essi pongono domande agli educatori e chiedono una risposta che non sorge semplicemente da loro ma è una richiesta che tramite loro viene posta dai Mondi spirituali.
Sono i Mondi Spirituali che, tramite i bambini, pongono a chi è educatore una domanda in questi termini:

sai tu che cosa vogliamo?

M. Giovanni Peccarisio

Educare un Bambino

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